A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

Università di Udine: come recuperare i sottoprodotti dell’industria vinicola

Università di Udine: come recuperare i sottoprodotti dell’industria vinicola

Si chiama “BIOVALE - BIOraffineria VAlore aggiunto dei sottoprodotti Enologici” ed è un progetto che ha l’obiettivo di valutare costi e benefici del processo di estrazione SFE - Supercritical Fluid Extraction, utilizzato per recuperare i composti bioattivi presenti negli scarti dell’industria vitivinicola, ridurre l’impatto ambientale e ottenere estratti purissimi ad uso alimentare, farmaceutico e cosmetico.

Finanziata con 100 mila euro da AGER, l’iniziativa si inquadra nell’ambito della tecnologia verde, nella moderna ottica della ‘bioraffineria’ ed è coordinata dall’Università di Udine in collaborazione con l’Università di Bologna e Tor Vergata a Roma.

Il finanziamento ottenuto con il precedente progetto AGER ha contribuito all’acquisto da parte dell’Ateneo friulano di uno dei pochi impianti pilota di “estrazione con fluidi in fase supercritica” esistenti nei centri di ricerca italiani.

Questo impianto, spiega Carla Da Porto, responsabile scientifica dei due progetti di ricerca “permette di estrarre sostanze naturali da scarti dell’industria agro-alimentare, ottenendo sostanze ad elevato grado di purezza, che possono essere utilizzate nel settore alimentare della nutraceutica, con particolare riferimento agli integratori alimentari ed agli alimenti funzionali o /e nel settore cosmetico”.

Data pubblicazione 04/06/2018
Fonte UNIUD
Tag Agrifood , Chimica verde