A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

Una ricerca dell’Università di Torino indaga sul trapianto di reni

Una ricerca dell’Università di Torino indaga sul trapianto di reni

I reni sono organi con il compito di filtrare i prodotti di scarto del metabolismo dal sangue espellendoli tramite l'urina. Il trapianto renale è un intervento chirurgico che consiste nel prelevare un rene sano da un donatore ed impiantarlo in sede extraperitoneale nell'addome del paziente ricevente. Costituisce il trattamento preferenziale per pazienti affetti da insufficienza renale cronica, ai quali restituisce una normale funzionalità renale e la ripresa di una vita socialmente produttiva.

Sperimentato per la prima volta nel 1902 dal chirurgo austriaco Ullmann su un cane, solo nel 1954 Joseph Murray, che per questo intervento ottenne il premio Nobel per la medicina nel 1990, realizzò il primo trapianto renale tra gemelli monozigoti a Boston, con l'organo alloggiato nella fossa iliaca. Grazie alla ricerca e della tecnica chirurgica, il trapianto è ora utilizzato per un numero di patologie sempre maggiore.

Un trapianto di reni comporta pochi pericoli, dopo un anno sopravvive circa il 95% dei pazienti.

Uno studio condotto dall'Università di Torino ha dimostrato che l’età del donatore non influenza sull’efficacia della donazione di rene, poiché la sopravvivenza dei pazienti e dei reni trapiantati sono simili anche quando i donatori hanno più di 80 anni. Finora si riteneva che l’età influisse negativamente sulla riuscita di un trapianto.

Il professor Luigi Biancone, Ordinario di nefrologia presso l’Università di Torino e Direttore della struttura complessa di nefrologia-dialisi-trapianto rene alle Molinette e al CTO ha così dichiarato "In un recente studio abbiamo dimostrato che la sopravvivenza dei pazienti e dei reni trapiantati sono simili quando vengono utilizzati donatori di età di 50-59 anni o 60-69, 70-79 o anche maggiori di 80 anni".

La ricerca, condotta interamente a Torino, è stata pubblicata dalla prestigiosa rivista scientifica Clinical Journal of the American Society of Nephrology, e riportata con valutazioni positive sia dal New York Times che dalla CNN americana, ed è stata condotta analizzando 647 trapianti di rene eseguiti tra il 2003 e il 2013 presso il centro trapianti renali delle Molinette.

“La possibilità di avere come donatori anziani, ovviamente, aumenta il numero di organi disponibili” – continua Biancone -. “Il trapianto di reni da donatori anziani a pazienti anziani è un vantaggio in termini di sopravvivenza a lungo termine rispetto alla rimanente cura in dialisi. Se gli organi sono stati accuratamente selezionati e gestiti i nostri risultati supportano l'uso di donatori anziani, anche quelli di età superiore agli 80 anni. Fondamentale è avere saputo individuare dei precisi criteri di scelta e eventualmente di scarto dei reni da trapiantare. Per tale ragione lo studio ha avuto una importante eco negli Stati Uniti dove si è alla continua ricerca di sistemi per espandere il numero dei donatori.”

L’impegno della ricerca nei trapianti è sempre molto attivo trattandosi di un fronte scientifico estremamente moderno con potenziali importanti ricadute sul piano sanitario, e l’Università di Torino è tra i centri più avanzati nel campo del trapianto di rene, dalle biotecnologie alla clinica.

Data pubblicazione 19/05/2017
Fonte UNITO
Tag Salute , Scienze della vita
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