A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

Ta Pum, per studiare inquinamento e clima sui sentieri della Grande Guerra

ghiacciaiomarmoladaÈ partita Ta Pum, la spedizione alpinistica di 1.150 chilometri con 90 mila metri di salite e discese, organizzata per il centenario della Grande Guerra con l’obiettivo di seguire la linea dei cinque fronti del conflitto, "dallo Stelvio al Mare". Un percorso impegnativo, articolato in 54 tappe, che si spingerà su 116 cime e attraverserà 4 regioni: Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia.

La missione, che durerà fino a fine ottobre, prende spunto per il titolo dal suono del fucile, come rievocato in una famosa e struggente canzone della Prima Guerra Mondiale. Il percorso unirà alla commemorazione storica l’attività di ricerca scientifica, per lo studio e la riduzione dell’inquinamento atmosferico: un fenomeno responsabile di disturbi respiratori, cardiocircolatori e tumori, che nel 2012 avrebbe causato la morte di circa 7 milioni di persone nel mondo – quasi la metà dei caduti della Grande Guerra – secondo quanto riportato recentemente dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Nello zaino degli alpinisti, infatti, è caricata una piccola centralina portatile messa a punto dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), che fornirà informazioni in tempo reale, durante tutta la spedizione, sui principali parametri atmosferici e meteorologici. L’obiettivo è testare lo strumento a differenti altimetrie: dai 100 metri del Garda fino ai 3.851 metri del Gran Zebrù e ai 3.343 metri della Marmolada.

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"Il test permetterà di monitorare concentrazione e dimensioni di particolato atmosferico e black carbon, fornendo inoltre informazioni su temperatura, pressione, umidità relativa", ha spiegato il ricercatore Paolo Bonasoni dell'Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche (ISAC-CNR). "Il rilevamento della concentrazione del particolato fine e grossolano consentirà di identificare eventuali trasporti di masse d'aria inquinate o ricche di sabbia sahariana, mentre le concentrazioni di BC individueranno contributi da processi di combustione naturale e antropica. Queste particelle, in grado di assorbire la radiazione solare e di riscaldarsi, una volta depositate sui ghiacciai ne favoriscono la loro fusione".

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Finita la sperimentazione, la centralina sarà impiegata per studi sull'inquinamento in Himalaya, presso i laboratori del Nepal Climate Observatory Pyramid situati nel campo base del monte Everest a 5.079 metri, a cui partecipano diverse realtà italiane: oltre all’ISAC-CNR il Comitato Ev-K2-CNR, l’Università di Urbino e l’ENEA.

La spedizione storico-scientifica è promossa da TA PUM, associazione costituita per l’occasione a cui aderiscono l’onlus L’Uomo libero, ideatrice del progetto, l’Associazione degli Accompagnatori del territorio del Trentino, il Comitato Ev-k2-CNR e l’Ufficio Stampa del CNR.


 

Data pubblicazione 01/09/2014
Fonte Consiglio Nazionale delle Ricerche
Organizzazioni CNR
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