A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

Speciale Antartide: l’Italia celebra oltre 30 anni di attività scientifica, grazie al PNRA

Speciale Antartide: l’Italia celebra oltre 30 anni di attività scientifica, grazie al PNRA

La ricerca “oltreconfine” è la protagonista del convegno dedicato alla presenza italiana in Antartide che si è svolto a Roma, presso la sede della Società Geografica Italiana

La giornata è stata promossa dalla Commissione Scientifica Nazionale per l’Antartide, per fare il punto sugli oltre 30 anni di attività scientifica ed esplorativa condotta dall’Italia nell’ambito del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide-PNRA

Istituito nel 1985, il PNRA è lo strumento con cui il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca-MIUR finanzia le ricerche nel continente antartico, attraverso bandi, di cui l’ultimo pubblicato con scadenza fissata al 3 luglio 2018

Sul ruolo svolto dal MIUR nel gestire, dal punto di vista amministrativo e finanziario, il Programma, nel tenere assieme la comunità scientifica nazionale attiva in Antartide e nel divulgare le attività di ricerca si è soffermato Fabrizio Cobis, della Direzione Generale per il Coordinamento, la Promozione e la Valorizzazione della Ricerca. 

Operativamente, il PNRA è coordinato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche-CNR per la parte scientifica, e dall’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile-ENEA per quella logistica.

L’attività scientifica condotta nel “continente bianco” è oltreconfine in molti sensi, come emerso nei diversi interventi che si sono alternati nel corso del convegno. In primo luogo perché si colloca alla frontiera della conoscenza, interrogandosi su temi e questioni che ancora non hanno risposta. 

La ricerca antartica oltrepassa, poi, qualsiasi barriera disciplinare. In virtù delle sue condizioni ambientali uniche, l’Antartide rappresenta, infatti, un vero e proprio laboratorio naturale ad ampio spettro, in cui compiere ricerche nei più svariati ambiti scientifici. Dallo studio del clima passato e futuro alla sperimentazione di tecnologie marine avanzate. Dall’indagine sui meccanismi di adattamento biologico a condizioni ambientali estreme, fino all’osservazione del cosmo. 

Infine, le attività che hanno luogo in questo territorio remoto si svolgono al di fuori dei rigidi confini della geopolitica. Remoto, freddissimo, arido, l’Antartide è una terra di tutti e di nessuno. Privo di popolazione indigena, extraterritoriale e senza sovranità nazionale, questo continente unico è utilizzabile dalla comunità internazionale esclusivamente per scopi pacifici e attività di collaborazione scientifica

In questo quadro si collocano i numeri, i risultati scientifici, e i progetti di ricerca relativi alla presenza italiana in Antartide, illustrati in dettaglio nel corso dell’evento. 

Informazioni, queste, sintetizzate anche dalla mostra Oltre trent’anni di presenza italiana in Antartide, inaugurata a margine del convegno e visitabile presso la sede della Società geografica Italiana fino al 15 giugno prossimo. Il percorso espositivo proposto ha il merito di avvicinare il pubblico all’ecosistema scientifico antartico attraverso video, istallazioni, pannelli illustrativi. 

Di divulgare le ricerche in Antartide si occupa anche il Museo Nazionale dell’Antartide, articolato nelle sedi universitarie di Genova, Siena e Trieste. Al Museo spetta, inoltre, il compito di custodire i reperti acquisiti nelle diverse spedizioni italiane nel continente antartico. Un archivio prezioso, i cui cataloghi sono ora liberamente accessibili alla comunità scientifica italiana e a tutti i curiosi e gli appassionati, attraverso il web.

Data pubblicazione 14/06/2018
Fonte Redazione ResearchItaly
Tag Scienze della vita , Scienze fisiche e ingegneria