A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

Sintetizzare lo zafferano? Ora si può

Sintetizzare lo zafferano? Ora si può

Produrre le molecole dei fiori di zafferano in grandi quantità, a basso costo e con alti livelli di purezza: questo il traguardo del metodo inventato e brevettato dall’ENEA per produrre una delle spezie più costose al mondo.

Il metodo biotecnologico dell’ENEA riesce a riprodurre la crocina, una delle tre componenti dello zafferano, a cui è dovuta la pigmentazione gialla propria degli stigmi, utilizzata come colorante in pittura e ingredienti alimentari. La crocina ha proprietà antiossidanti e funzioni protettive nei confronti di malattie degenerative della retina e di alcune forme tumorali, estremamente difficile da sintetizzare chimicamente.

Questa invenzione appare come l’unica via per produrre crocine in grandi quantità, in considerazione dell’impossibilità di ottenerle tramite sintesi chimica e della stagionalità della pianta che fiorisce solo una volta l’anno”, spiega Olivia Costantina Demurtas, ricercatrice del Laboratorio Biotecnologie dell’ENEA, tra le autrici del brevetto. “Inoltre, il metodo che abbiamo messo a punto consente di ottenere pigmenti a costi fino a 100 volte inferiori rispetto a quelli di origine naturale e con livelli di purezza tali da consentirne l’utilizzo anche in biomedicina”.

Per il metodo ideato, pubblicato su Plant Physiology, Olivia Costantina Demurtas ha vinto uno dei riconoscimenti del Premio “Hausmann & Co e Patek Philippe – dedicato a chi ha talento”, che premia le giovani eccellenze italiane.

Inoltre, grazie al procedimento brevettato, l’ENEA ha individuato metodi innovativi di ingegneria genetica per produrre le crocine in batteri, lieviti o piante diverse dallo zafferano, identificando i geni coinvolti nella produzione delle crocine, con risultati pubblicati su Scientific report.

Data pubblicazione 24/07/2018
Fonte ENEA
Tag Agrifood , Chimica verde