A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

Segni del carcinoma mammario nei dipinti rinascimentali

Segni del carcinoma mammario nei dipinti rinascimentali

Uno studio, a cui hanno preso parte ricercatori dell'Università di Torino, ha identificato la presenza di tumori maligni attraverso l'osservazione dei dipinti.

La ricerca, pubblicata su The Lancet Oncology, rientra nel campo della paleopatografia, una branca della paleopatologia che, partendo dall’analisi delle fonti storiche e letterarie e delle rappresentazioni pittoriche, formula ipotesi riguardanti la causa di alcune malattie che hanno colpito l’uomo nel tempo, sulla base delle lesioni riscontrate a livello osseo e a livello dei tessuti molli.

In questo caso sono stati presi in esame ed osservati dei dipinti risalenti al Rinascimento, La notte di Michele di Rodolfo del Ghirlandaio e L'allegoria della fortezza, di Maso di San Friano, che hanno consentito di individuare, fra i casi più antichi di rappresentazione pittorica, due distinti tipi di carcinoma mammario, di cui uno addirittura in necrosi e con linfoedema associato.

Nonostante fosse possibile ricorrere alla mastectomia radicale, questa non era comunemente praticata nel Rinascimento, per diversi motivi tra cui l’assenza di anestesia totale, le condizioni antisettiche, le complicazioni derivanti dalle infezioni, il dolore post-operatorio e il sanguinamento copioso. Di conseguenza, il tumore progrediva nei vari stadi fino a più quello avanzato, visibile anche ad occhio nudo.

I miei colleghi ed io riteniamo che la rappresentazione pittorica del tumore maligno del seno sia stata intenzionale ed è possibile, entro certi limiti, che rifletta una condizione patologica femminile piuttosto comune durante il Rinascimento” conclude la Prof.ssa Raffaella Bianucci, Senior Researcher presso la Warwick Medical School, Coventry, UK e docente dell'Università di Torino.

Data pubblicazione 08/03/2018
Fonte UNITO
Tag Cultural Heritage , Salute