A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

Missione Rosetta: individuate dune sulla cometa 67P

Missione Rosetta: individuate dune sulla cometa 67P

Continua la raccolta dati della missione spaziale Rosetta dell’Agenzia Spaziale Europea, terminata nel settembre 2016 con l’impatto della sonda sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, dopo 12 anni di vita operativa. Un team di ricercatori francesi del Laboratoire de Physique et Mécanique des Milieux Hétérogènes ha infatti individuato delle dune su entrambi i “lobi” della cometa superficie della cometa. La loro ricerca è apparsa sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS).

Le immagini utilizzate dai ricercatori sono state ottenute dalla camera OSIRIS a bordo di Rosetta, strumento principale per la raccolta di immagini il cui canale WAC-Wide Angle Camera è stato sviluppato sotto la guida italiana di Cesare Barbieri dell’Università degli Studi di Padova. Attraverso le immagini fornite da OSIRIS, gli scienziati francesi hanno notato che la forte differenza di pressione tra il lato soleggiato della cometa e quello in ombra, può generare venti in grado di trasportare i grani di polvere che danno poi forma alle dune, situate su entrambi i “lobi” della cometa e sul collo, la parte che funge da collegamento tra le due aree.

Il confronto tra due immagini dello stesso punto realizzate a 16 mesi di distanza ha evidenziato che le dune si sono spostate nel corso del tempo: un fenomeno inaspettato visto che le comete hanno un’atmosfera molto rarefatta. Secondo i ricercatori, il vento che soffia lungo la superficie può essere causato dalla differenza di pressione tra il lato in ombra e quello al sole, dove il ghiaccio può sublimare grazie all’energia solare.

La ricerca aggiunge un importante tassello alla comprensione dei processi che regolano i fenomeni presenti sulla superficie delle comete, a cui stanno lavorando scienziati di tutti il mondo. Nel dicembre 2016, sulla rivista Science è apparsa una ricerca condotta da un team internazionale di ricercatori guidato da Gianrico Filacchione dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) che, grazie allo strumento Visible and Infrared Thermal Imaging Spectrometer (VIRTIS) – lo spettrometro dell’Agenzia Spaziale Italiana a bordo della sonda Rosetta – ha individuato per la prima volta in assoluto anidride carbonica in forma solida sulla superficie della cometa 67P, mai osservata prima su una superficie cometaria.

Data pubblicazione 17/03/2017
Fonte ASI
Tag Aerospazio