A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

Macro e microplastiche nel Mediterraneo: ricercatori CNR sulla Rainbow Warrior

Macro e microplastiche nel Mediterraneo: ricercatori CNR sulla Rainbow Warrior

“Meno plastica, più Mediterraneo”, questo il nome del tour di ricerca e sensibilizzazione che Greenpeace con la sua nave Rainbow Warrior ha intrapreso nel Mediterraneo a fine giugno; tour organizzato in Italia con la collaborazione scientifica dell’Istituto di Scienze Marine del Consiglio Nazionale delle Ricerche-ISMAR-CNR, la Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli e l’Università Politecnica delle Marche.

La campagna, che ha preso il via dalla Liguria, ha l’obiettivo di raccogliere dati e testimonianze dirette sull’inquinamento da plastica che affligge i nostri mari.

Secondo Marco Faimali, responsabile dell’Istituto di Scienze Marine del CNR, sarà “Una fantastica opportunità di ricerca congiunta tra ecologi ed ecologisti per andare a caccia dei microframmenti di plastica che avvelenano il Mare nostrum e comprendere meglio la diffusione e l’impatto di questo inquinante emergente sul più importante ecosistema del nostro territorio”.

Francesca Garaventa, Silvia Morgana e Elisa Costa sono le ricercatrici del CNR-ISMAR imbarcate sulla Rainbow Warrior, con il compito di effettuare campionamenti di acqua, plancton, pesci ed invertebrati durante tutto il percorso e verificare la presenza e la tipologia di microplastiche nell’ambiente e nella catena trofica marina.

L’ISMAR CNR di Genova e Lerici, impegnati in diversi progetti Europei su questa tematica, da anni studiano e monitorano la propagazione delle macro e microplastiche, valutando l’impatto di questo inquinante sul nostro ecosistema marino. Questa ricerca sarà centrata sull’accertamento degli effetti sulla catena trofica, le interazioni di questi micro-materiali con i contaminanti classici e i potenziali rischi per l’alimentazione umana.

Data pubblicazione 25/07/2017
Fonte ISMAR CNR
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