A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

La guerra all’Alzheimer si combatte all’INRIM

La guerra all’Alzheimer si combatte all’INRIM

Nell’ambito del progetto europeo NeuroMET, L’INRIM sta contribuendo alla realizzazione della Digital Polimerase Chain Reaction – dPCR, una sofisticata tecnica di analisi che permetterà di rilevare nel sangue quantità anche molto ridotte di microRNA, biomarcatori dell’Alzheimer, per arrivare ad un esame del sangue in grado di dirci se siamo malati o se ci ammaleremo.

Per sapere se si è affetti da Alzheimer, attualmente vengono effettuati dei test cognitivi-comportamentali e l’analisi del liquido cerebrospinale alla ricerca di biomarcatori. L’ esame è invasivo e richiede un prelievo dal midollo spinale. NeuroMET vuole arrivare a diagnosi precoci e meno invasive e alla possibilità di monitorare il decorso dell’Alzheimer con un semplice prelievo di sangue per cercare i biomarcatori.

Sono però necessarie tecniche di misura molto precise. Se ne occuperà l’INRIM con la messa a punto della dPCR, che moltiplica il numero dei biomarcatori per evidenziarli. Questo consentirà l’identificazione e la misura anche in quantità molto ridotte di sangue.

Grazie alla dPCR un semplice esame del sangue - spiega Carla Divieto del gruppo di ricerca INRIM guidato da Mariapaola Sassi - si candida a diventare il mezzo per monitorare l’andamento di questa malattia e gli effetti delle terapie”.

Potrebbe diventare anche un utile strumento diagnostico da utilizzare su soggetti sani e ancora giovani -  aggiunge la ricercatrice - per iniziare per tempo un percorso di prevenzione”.

Il progetto, di durata triennale, è finanziato dall’European Association of National Metrology Institutes (EURAMET) ed è coordinato dall’LGC, l’ente britannico che fornisce riferimenti e metodi di misura per la chimica e le bioscienze.

Data pubblicazione 17/04/2018
Fonte INRIM
Tag Salute