A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

La bellezza della Conoscenza: in mostra la ricerca italiana, tra storia e futuro

La bellezza della Conoscenza: in mostra la ricerca italiana, tra storia e futuro

Esiste una cifra distintiva del fare ricerca “all’italiana”? E se sì, qual è? Su queste domande si interroga e ci interroga la mostra Italia: la bellezza della Conoscenza, a cura di Riccardo Pietrabissa. 

Promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, la mostra è realizzata dal Consiglio Nazionale delle Ricerche con la collaborazione di Fondazione Idis-Città della Scienza di Napoli, Museo Galileo di Firenze, MUSE Museo delle Scienze di Trento, Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano.

L’esposizione conduce il visitatore alla scoperta dei legami profondi che accomunano, inaspettatamente, i tanti modi che l’Italia ha di esprimere l’eccellenza scientifica in settori anche distanti. La tesi forte della mostra è che la bellezza di cui il nostro Paese è testimone nel mondo – un patrimonio fatto di cultura, tradizioni, tutela del paesaggio, promozione della qualità della vita – è il frutto di una storia che da sempre mette al centro la ricerca

Questo legame tra bellezza e ricerca è talmente intimo e sedimentato da essere diventato, per l’Italia, un tratto naturale e diffuso, come suggeriscono le evocative immagini del film di Stefano Incerti, che accompagna la mostra.  

L’Italia, insomma, guarda al futuro camminando sulle spalle dei giganti, come ci racconta il percorso espositivo, accostando – nelle cinque aree tematiche in cui si articola – testimonianze del passato di grande valore con i frutti più avanzati della ricerca di oggi. 

Nell’osservazione dello spazio, per esempio, la strada che porta dal cannocchiale di Galileo al lanciatore di satelliti Vega o a Cosmo SkyMed, sistema “duale” di osservazione satellitare per scopi civili e militari, è lunga e brevissima allo stesso tempo. Così come il tracciato che separa, nella ricerca sul corpo umano, gli studi anatomici ottocenteschi di Paolo Mascagni dalla mano robotica Azzurra, rivoluzionaria protesi controllabile con il pensiero. 

Assieme ad alcune pietre miliari del genio italiano, la mostra offre l’occasione di scoprire o riscoprire strumenti e protagonisti meno noti della nostra storia della scienza, come l’evaerometro di Felice Fontana, un dispositivo progettato alla fine del ‘700 per determinare la salubrità dell’aria nei luoghi pubblici. Questa storica attenzione per l’ambiente oggi si declina, grazie ai nostri scienziati e innovatori, in un’articolata serie di filoni di ricerca, tra cui quello per lo sviluppo di fibre sostenibili ricavate dagli scarti alimentari, come il tessuto setoso prodotto con i resti delle arance o la similpelle ottenuta dalla vinaccia.  

Un settore in cui si esprime al meglio la capacità di innovare la tradizione italiana a servizio del vivere bene è quello della ricerca agroalimentare. Ecco, allora, che alimenti sani che da sempre fanno parte della nostra dieta, come i pomodori, l’olio di oliva o la pasta, sono oggi il punto di partenza per nuovi cibi funzionali, arricchiti con sostanze bioattive e antiossidanti. 

Mentre la valorizzazione del passato attraverso strumenti del futuro, in grado di modificare radicalmente la nostra percezione e interazione con il mondo, passa dalle tecnologie applicate ai beni culturali. Come quelle che consentono di viaggiare nel tempo e camminare nel foro di Augusto ricostruito virtualmente nella sua forma originaria, semplicemente indossando un visore 3D. 

Sono queste solo alcune tappe di un sorprendente viaggio nella varietà e ricchezza della ricerca italiana, pronto ad approdare presso le ambasciate italiane all’estero. Per raccontare a cittadini, scienziati, imprese di quei luoghi i tanti volti di un Paese, come il nostro, che continua con coraggio a tenere unite bellezza e conoscenza.

Videointervista al curatore della mostra, Riccardo Pietrabissa

Data pubblicazione 04/05/2018
Fonte Redazione ResearchItaly
Tag Aerospazio , Agrifood , Cultural Heritage , Salute