A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

L’entomofagia salverà il mondo?

entomofagia2Entomofagia è il termine usato per indicare il consumo di insetto da parte dell’uomo, molto comune in alcune culture come l'America centrale e meridionale, l'Africa, l'Asia, l'Australia e la Nuova Zelanda e poco diffuso, se non addirittura un tabù, in altre parti del mondo, Europa compresa.

Nell’Unione Europea è infatti un settore alimentare di nicchia, anche se ad ottobre 2015 la plenaria del Parlamento europeo ha approvato la semplificazione delle procedure di autorizzazione dei 'nuovi alimenti' categoria che comprende insetti, alghe, vermi, larve e scorpioni, ma anche nanomateriali, cibi costruiti in laboratorio, nuovi coloranti.

La European Food Safety Authority (EFSA) ha commissionato uno studio scientifico per valutare i rischi derivanti da un’eventuale introduzione di insetti nell’alimentazione umana, sia direttamente che indirettamente (ovvero mangimi animali a base di insetti), esaminando l’impatto sull’ambiente dei metodi di produzione e di allevamento, di gestione degli scarti.

Uno degli aspetti critici rilevati dalla Commissione scientifica è quello legato alla necessità di controllare, migliorando il processo di produzione e di allevamento, la possibilità di trasmissione di batteri e parassiti degli insetti all’uomo attraverso una regolamentazione che riduca o elimini del tutto i rischi per la salute. Conclusioni simili erano state raggiunte anche da uno studio commissionato dalla FAO.

Questa attenzione per l’entomofagia è la dimostrazione che in Europa il tabù si sta trasformando in interesse, considerando che l’utilizzo degli insetti come fonte alimentare potrebbe, potenzialmente in futuro, garantire benefici per l’ambiente, per l’economia, assicurando la disponibilità alimentare.

Cominciano ad esserci numerosi studi e ricerche e gli studi accreditati, che confermerebbero il ruolo di cavallette, larve, falene e scarabei come idonea alternativa a vitello, maiale e tacchino, con contenuti proteici anche doppi rispetto alla tradizionale bistecca di manzo ed un consumo fino a cento volte inferiore di suolo e acqua, oltre ad essere ricchi di vitamine, sali minerali e poveri di grassi.

Esistono oltre 1900 specie di insetti commestibili e nel pianete sono già 2 miliardi le persone che se ne nutrono regolarmente. Le locuste sarebbero gli insetti preferiti, le formiche si servono in tavola in Australia, Thailandia e Colombia, dove vengono proposte come popcorn, mentre le loro uova sarebbero ottime, per i messicani, bollite, fritte o con tortillas, mentre in Giappone mangiano sia larve di ape cotte in salsa di soia che le termiti arrostite.

In Italia, le barriere culturali e l’assenza di leggi, hanno finora frenato il consumo di insetti. Ad Italbugs, la start up attiva nel Parco Tecnologico Padano di Lodi, la pensano diversamente, e sono convinti che mangeremo insetti nel prossimo futuro perché in fondo lo abbiamo fatto, lo facciamo e lo faremo sempre più.

Italbugs, nasce per “validare con la ricerca scientifica la sicurezza alimentare degli insetti edibili” afferma Marco Ceriani, 52 anni, laureato in Scienze dell’alimentazione e fondatore della startup. “Benché gli insetti siano già normale nutrimento per 2 miliardi di persone non vogliamo metterli in bocca a nessuno ma farli diventare un ingrediente sicuro e nutriente, tramutandoli in farine o ingredienti di base per alimenti. Con le parte edibili di grilli, cavallette, larve Mopane, eliminando l’esoscheletro, si posso ricavare farine per farne pizze, focacce e dolci. Oggi al supemercato troviamo già hamburger di carne ma anche di soia e di alghe: domani potrebbero esserci quelli derivati da insetti, sicuri e altamente proteici”.

Gli insetti non si consumano per povertà ma perché gustosi: tra un grillo o una cavalletta e un gamberetto c’è poca differenza, solo che i primi sono dolci, sanno di vaniglia, il secondo sa di mare. In Thailandia, - continua Ceriani - dove ci sono 20mila farmer che portano gli insetti al mercato e dove trovi in vendita grilli fritti o surgelati, abbiamo iniziato la produzione e saremo a breve sul mercato con una farina di grillo. Per quanto riguarda l’Italia stiamo lavorando alla farina tratta dal baco che già nel 1930 era usato in Italia in 260 stabilimenti produttivi per filare la seta, annullando il rischio di contaminazione ambientale: da scarto di lavorazione diverrebbe un alimento dall’alto valore proteico. Al Ptp di Lodi stiamo lavorando per ottenere il dna certificato, in quello di Trieste per ottenere la validazione della sicurezza alimentare, affinché gli insetti siano allevati, esattamente come per bovini e suini, in ambienti non asettici ma salubri».

“In Italia l’entomofagia non è vietata, semplicemente non è regolata da una legge - conclude Ceriani -. Eppure ad Expo il CNR, ha detto che a nutrire il pianeta, dal 2025, saranno meduse, alghe e insetti. La trasformazione non parte da un input scientifico ma economico. Da un ettaro di campo ottieni in un anno una tonnellata di proteine di soia o 150 tonnellate di proteine da allevamenti di larve. Inoltre per un chilo di produzione di carne devi nutrire un bovino per 12 chili, un suino per 6, un pollo per 4,5: negli insetti il rapporto è di uno a uno”.

Data pubblicazione 01/03/2016
Fonte Italbugs
Tag Scienze della vita
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