A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

L’ENEA presenta il rapporto sugli effetti dell’inquinamento dell’aria

L’ENEA presenta il rapporto sugli effetti dell’inquinamento dell’aria

L’Unione Europea ha identificato cinque tra inquinanti maggiormente dannosi per la salute e gli ecosistemi naturali: biossido di zolfo, monossido di carbonio, ossidi di azoto, composti organici volatili non metanici e polveri sottili PM2,5.

In Italia, dal 1990 ad oggi, le emissioni dei cinque inquinanti sono complessivamente diminuite: questo emerge dal rapporto sugli effetti dell’inquinamento dell’aria presentato lo scorso 16 marzo all’ENEA, che ha curato il coordinamento e la pubblicazione dei contenuti scientifici elaborati dai maggior esperti nazionali in materia.

“Oltre al miglioramento dell’efficienza energetica e alla diffusione delle rinnovabili, questi risultati sono stati ottenuti grazie alla combinazione di molteplici fattori: una più ampia diffusione di nuove tecnologie, limiti di emissione più stringenti nei settori energia e industria, carburanti e autovetture più ‘puliti’ e l’introduzione del gas naturale nella produzione elettrica e negli impianti di riscaldamento domestici”, ha commentato Gabriele Zanini, responsabile della divisione ‘Modelli e tecnologie per la riduzione degli impatti antropici e dei rischi naturali’ dell’ENEA.

C’è però da sottolineare la piccola percentuale di riduzione degli inquinanti registrata nell’agricoltura, responsabile di oltre il 95% delle emissioni di ammoniaca, dove la riduzione è stata pari solo al 17%, mentre nel settore civile, è da annotare l’aumento del 46% delle emissioni di PM2,5 rispetto ai valori del 1990, principalmente per l’aumento dell’uso di biomassa in impianti di riscaldamento a bassa efficienza.

“In Italia resta ancora alto l’impatto negativo dell’inquinamento atmosferico sulla salute e gli ecosistemi nonostante le riduzioni delle concentrazioni osservate negli ultimi due decenni – aggiunge Zanini - da solo il particolato fine causa circa 30mila decessi ogni anno, come risulta da un recente studio a cui abbiamo partecipato. In termini di mesi di vita persi, l’inquinamento accorcia la vita di ciascun italiano di 10 mesi in media: 14 per chi vive al nord, 6,6 al centro e 5,7 al sud e nelle isole”.

“Le emissioni di ossidi di azoto da trasporto stradale non si sono ridotte quanto atteso con l’introduzione degli standard Euro per le macchine a gasolio, avendo i test su strada mostrato che le emissioni nei cicli reali di guida sono più alte rispetto alle emissioni misurate nei test di omologazione” sottolinea Alessandra De Marco, ricercatrice del Laboratorio Inquinamento Atmosferico dell’ENEA, tra i coordinatori del rapporto presentato.

“Nonostante i significativi progressi dal 1990 a oggi – aggiunge Zanini – i più recenti scenari emissivi sviluppati dall’ENEA mostrano che siamo ancora lontani dal raggiungimento dei limiti previsti dalla direttiva NEC dell’Ue sui tetti alle emissioni al 2030, in particolare per PM2,5, composti organici volatili non metanici e ammoniaca. Ma per ridurre le emissioni sono disponibili differenti misure, da un uso più efficiente della legna da ardere nel settore residenziale, all’introduzione di una dieta a basso tenore di azoto negli allevamenti o ad un uso più efficiente dell’urea come fertilizzante. Accanto alle misure tecnologiche, occorre promuoverne altre che interessino direttamente le abitudini e gli stili di vita dei cittadini, quali il ricorso a una dieta meno proteica o l’uso di mezzi di trasporto pubblici e meno inquinanti”.

L’ENEA supporta il Ministero dell’Ambiente nei principali tavoli della Convenzione per l’Inquinamento Transfrontaliero di Ginevra, rappresentando l’Italia nei Working Group on “Effects” (capo delegazione Alessandra De Marco, ENEA), “Modelling & Mapping” e “Vegetation” e “Materials” (co-chair e focal point Pasquale Spezzano, ENEA) e nella negoziazione internazionale sulla riduzione delle emissioni di inquinanti (Ilaria D’Elia, ENEA).

Data pubblicazione 28/03/2017
Fonte ENEA
Tag Tecnologie per gli Ambienti di Vita
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