A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

L’Arnica Montana agisce a livello cellulare

L’Arnica Montana agisce a livello cellulare

L’Arnica Montana, una pianta tradizionalmente utilizzata nella cura di traumi, agirebbe anche a livello cellulare stimolando l’espressione genica dei macrofagi umani, cellule dei tessuti che hanno un ruolo importante nelle risposte immunitarie naturali e specifiche.

Lo ha scoperto un team di ricercatori dei dipartimenti di Medicina e di Biotecnologie dell’Università degli Studi di Verona, in collaborazione con il dipartimento di Biotecnologia e Bioscienze dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Lo studio è stato pubblicato “open access” sulla rivista scientifica internazionale PlosOne.

“In un primo lavoro – spiegano i ricercatori – avevamo dimostrato che in presenza di Arnica i macrofagi aumentano l’espressione di geni coinvolti nella sintesi delle chemochine, sostanze importanti per richiamare le cellule nel luogo della lesione e per promuovere la ricrescita dei vasi; in un secondo momento abbiamo proceduto all’analisi della totalità dei geni espressi dai macrofagi con una tecnica innovativa con cui abbiamo potuto evidenziare l’aumento statisticamente significativo di 7 geni, di cui 3 collegati alla matrice extracellulare del tessuto connettivo”.

“L’importanza funzionale dell’effetto di Arnica – proseguono i ricercatori – è sottolineata anche dalla scoperta che se si opera artificialmente un graffio dello strato cellulare, i macrofagi lo riparano più velocemente: in sintesi, le cellule sono dotate di un’altissima sensibilità a livello della regolazione dell’espressione genica ed è suggestivo sapere che il DNA dei macrofagi umani è ultra-sensibile a tale tipo di regolazione da parte di una pianta conosciuta da secoli per le sue proprietà medicinali”.

Data pubblicazione 25/11/2016
Tag Scienze della vita
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