A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

Il profumo dei tartufi? Dipende dai geni

Il profumo dei tartufi? Dipende dai geni

Svelate le basi genetiche dei “diamanti della cucina”, i tartufi, funghi ipogei comunemente appartenenti alla famiglia Tuberaceae, che vivono in simbiosi con le radici delle piante, con un ruolo importante nell’ecosistema del suolo.

A renderlo noto un articolo pubblicato su Nature Ecology & Evolution in cui si racconta come sono stati sequenziati i genomi del tartufo bianco piemontese (Tuber magnatum Pico) e del tartufo nero della Borgogna (Tuber aestivum), due pregiate specie dei cibi più ricchi d’aroma e costosi al mondo.

Oltre a queste due specie sono stati sequenziati anche funghi eduli meno conosciuti come i tartufi del deserto (Terfezia boudieri), il tartufo consumato dai maiali (Pig truffle, Choiromyces venosus), ed il genoma della morchella (Morchella importuna).

Gli autori hanno scoperto inaspettate similarità tra il genoma del tartufo nero pregiato già sequenziato e quello del tartufo bianco, nonostante il loro diverso percorso evolutivo.

E’ stato inoltre scoperto che i tartufi hanno una serie limitata di geni che consentono invece ad altri funghi di degradare le pareti cellulari delle piante su cui vivono. Nei tartufi, inoltre, è fortemente marcata l’espressione dei geni che si occupano della produzione del suo aroma pungente, necessario per attrarre gli animali che, mangiandoli, ne disperderanno le spore.

Autori dello studio, su iniziativa del Joint Genome Institute, un team internazionale guidato da Francis Martin e colleghi dell'Institut national de la recherche agronomique, al quale hanno partecipato i ricercatori del CNR di Torino e Perugia, dell’Università di Torino, Bologna, L’Aquila e Parma.

Data pubblicazione 10/12/2018
Fonte CNR
Tag Agrifood , Scienze della vita