A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

Il Fico d’India favorisce la conservazione delle opere d'arte

Il Fico d’India favorisce la conservazione delle opere d'arte

Parlando di Fichi D'India, ci si riferisce ai frutti dell'”Opuntia ficus indica”, cactus appartenente alla famiglia delle Cactaceae che annovera circa 300 specie, diffusissimo nelle zone mediterranee del nostro paese, e spesso utilizzato per segnare i confini tra le varie proprietà, oltre che come fonte di frutti. Giunta in Europa intorno al 1500, la pianta è originaria del Messico e diffusa in tutta l'America centrale.

Il Nopal è ottenuto dai giovani segmenti dell'opuntia, ed oltre ad essere utilizzato nella cucina messicana, ha interessanti caratteristiche terapeutiche: particolarmente ricco di fibre alimentari solubili, di vitamine e di sali minerali, è indicato per aiutare a ridurre il sovrappeso e l'obesità, per la sua azione saziante, e nei disordini metabolici quando sia necessario controllare l'equilibrio glicemico e/o ridurre il colesterolo e i trigliceridi.

Ma le proprietà del Nopal non si fermano ad un utilizzo curativo: è infatti in corso un progetto italo-messicano, sostenuto dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, che sta definendo una metodologia scientifica per la valutazione delle proprietà consolidanti e antimicrobiche del Nopal, finora note e tramandate per conoscenza empirica

Un primo esito supporterebbe la conservazione e il restauro di opere d’arte. Seguendo un’antica tradizione preispanica del Messico ed aggiungendo alla malta il Nopal è stato infatti possibile ottenere una buona conservazione di antichi dipinti murali e di altri beni artistici.

"L'estratto del Nopal permette di migliorare proprietà come plasticità e tempo di indurimento della pasta, maneggevolezza e resistenza della stessa, nonché impermeabilizzazione e fissaggio, date le caratteristiche adesive e coesive nella pittura murale", sottolinea la ricercatrice ENEA Franca Persia.

Le attività del progetto bilaterale, svolte in collaborazione tra ENEA e El Colegio de Michoacán, sono state illustrate a Roma nel corso del workshop “Dalla tradizione empirica all’innovazione tecnologica”, che ha voluto offrire un'occasione di confronto per una transizione verso strategie di conservazione più sostenibili basate sull’uso e la valorizzazione delle risorse biologiche, per ottenere prodotti rispettosi della salute dei restauratori e delle opere d’arte, con minimo impatto ambientale.

Data pubblicazione 16/12/2016
Fonte ENEA
Tag Chimica verde , Scienze della vita , Tecnologie per gli Ambienti di Vita
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