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I bradipi giganti del Pleistocene? Agili come rinoceronti

I bradipi giganti del Pleistocene? Agili come rinoceronti

Potevano superare le tre tonnellate di peso, tuttavia mostravano un’insospettabile agilità, del tutto simile a quella degli odierni ippopotami e rinoceronti.

A far luce sulle caratteristiche del bradipi giganti vissuti in Sud America decine di migliaia di anni fa, a cavallo del Pleistocene, è stata una ricerca condotta dal Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università Sapienza di Roma, in collaborazione con il team di ricerca argentino del Consejo Nacional de Investigaciones Científicas y Técnicas-CONICET.

Nella ricerca, pubblicata sulle riviste The Science of Nature e Journal of Mammalian Evolution, il team internazionale di paleontologi ha condotto inizialmente una serie di indagini tomografiche, coordinate da Alberto Boscaini del CONICET, sul cranio di un esemplare di uno di questi giganti pleistocenici, il Glossotherium robustum.

Queste hanno permesso ai ricercatori dell’Università Sapienza di ricostruire un modello 3D del cervello dell’animale, che ha messo in evidenza la singolare dimensione di alcuni nervi legati al movimento.

Il bradipo pleistocenico – ha spiegato Dawid Adam Iurino dell’Università Sapienza di Roma – possedeva labbra semi-prensili con le quali selezionava e afferrava la vegetazione, visto che gli arti anteriori erano dotati di unghie talmente grandi da non permettere di afferrare il cibo, ma che probabilmente si prestavano meglio allo scavo”. A dimostrare quest’ultima abilità è anche la recente scoperta di enormi tunnel scavati da questi animali in Brasile.

 

Data pubblicazione 07/08/2018
Fonte Università Sapienza di Roma
Tag Scienze umanistiche e sociali