A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

FP9, dal MIUR una visione italiana sul futuro programma di ricerca della UE

FP9, dal MIUR una visione italiana sul futuro programma di ricerca della UE

Il MIUR ha pubblicato due documenti che illustrano la posizione e la visione italiana su alcuni aspetti-chiave di FP9: il Programma Quadro europeo per la Ricerca e l’Innovazione che dal 2021 subentrerà a Horizon 2020.

L’iniziativa si inserisce nell’ambito della negoziazione tra i Paesi membri e l’Europa sul futuro Programma Quadro: un terreno importante, questo, per l’Italia. Come mostra il Rapporto di valutazione intermedia sulla partecipazione a Horizon 2020, giunto a metà del suo ciclo di vita, il nostro Paese si colloca infatti al quinto posto – dopo Inghilterra, Germania, Francia e Spagna – per capacità di attrarre finanziamenti attraverso i Programmi quadro europei. 

Alla base della prospettiva italiana espressa nei documenti c’è una visione integrata di società basata sulla conoscenza, in cui i ricercatori e gli innovatori non rappresentano due poli rigidamente separati e antitetici, ma svolgono ruoli intercambiabili, che cooperano tra loro e con i cittadini in un circolo virtuoso, in vista di obiettivi e soluzioni di interesse generale.

Tra gli altri punti emergono nei documenti il riconoscimento del ruolo chiave dei protagonisti della ricerca – con specifica attenzione per le ricercatrici e i giovani ricercatori – e la necessità di fornire un’adeguata dotazione finanziaria al Programma. 

Per valorizzare gli investimenti in ricerca e innovazione si sottolinea poi l’importanza della dimensione dell’impatto, da intendere come frutto della ricerca di eccellenza. A questo proposito, l’indicazione che proviene dall’Italia è quella di concepire le missioni – una novità, rispetto a Horizon 2020, che sarà introdotta in FP9 – come obiettivi ambiziosi ma fattibili, ad alto impatto, incardinati in un approccio basato su sfide. 

Riguardo alle iniziative di programmazione congiunta, si suggerisce poi – laddove manchino – di promuovere la formazione di partnership sociali capaci di aggregare tutti i principali portatori di interesse coinvolti nelle sfide identificate.

Con riferimento alla dimensione internazionale, l’Italia si aspetta infine di vedere rivolta una specifica attenzione, nel nuovo Programma Quadro, all’area mediterranea e, più in generale, al continente africano. Una condizione essenziale, questa, per poter affrontare in modo comune le sfide poste dai flussi migratori e per raggiungere i Sustainable Development Goals condivisi a livello universale.

L’elaborazione della posizione italiana contenuta nei due documenti del MIUR è il frutto di un complesso processo che – nel corso dell’ultimo semestre del 2017 – si è articolato in diversi momenti salienti, tra cui la consultazione pubblica promossa dal MIUR, l’Informal Meeting of Ministers responsible for Research che si è tenuto sotto la presidenza estone del Consiglio della UE, e la Riunione Ministeriale Scienza che si è svolta a Torino lo scorso settembre durante la presidenza italiana del G7.

 

Data pubblicazione 16/01/2018
Fonte Redazione ResearchItaly