A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

Dati satellitari per monitorare il “climate change”

Dati satellitari per monitorare il “climate change”

Si chiama High Resolution Land Cover Essential Climate Variable” e prevede l’utilizzo di dati satellitari per monitorare il cambiamento climatico sul pianeta.

L’iniziativa, che rientra in un programma scientifico di punta dell'Agenzia spaziale europea sul Climate Change, è stata avviata a Frascati, presso ESA-ESRIN, ed è coordinata dall’Università di Trento con la partecipazione della Fondazione Bruno Kessler e di istituti di ricerca internazionali di settore.

Il team di progetto svilupperà un sistema che utilizzerà i dati raccolti per generare mappe di copertura del suolo da integrare con i modelli climatici. I risultati contribuiranno a predisporre il rapporto sul clima, e sarà utilizzato a livello politico internazionale per decidere le strategie future.

Il nostro è l’unico progetto a guida italiana dell’intero programma Esa sul Climate Change e nella prima fase sarà finanziato con un milione e 700 mila euro” sottolinea Lorenzo Bruzzone, coordinatore del progetto, professore del Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell’Informazione dell’Ateneo di Trento, e responsabile del laboratorio di telerilevamento.

I satelliti per l’osservazione della Terra sono ormai un’irrinunciabile sorgente di informazione per studiare l'evoluzione della copertura della superficie terrestre” continua Bruzzone. “Analizzeremo l'enorme mole di dati satellitari (big data) acquisiti attualmente dalle costellazioni di satelliti in orbita e quelli disponibili negli archivi a partire dal 1990. Il sistema di elaborazione automatica utilizzerà sofisticate tecniche di elaborazione e riconoscimento immagini basate su reti neurali artificiali “deep” e intelligenza artificiale”.

Data pubblicazione 23/10/2018
Fonte UNITN
Tag Tecnologie per gli Ambienti di Vita