A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

Cetacei in pericolo per colpa delle microplastiche

Cetacei in pericolo per colpa delle microplastiche

Scienziati dell’Università di Siena, insieme a colleghi americani e australiani hanno lanciato un allarme sull’inquinamento da microplastiche, particelle derivate dalla degradazione di rifiuti plastici, che negli oceani colpiscono balene, mante e squali. Questi i risultati di uno studio dell’Università di Siena, condotto insieme alla Marine Megafauna Foundation, della Murdoch University, pubblicato su Trends in Ecology & Evolution.

Grazie a questo studio portiamo all’attenzione internazionale il problema dell’impatto delle microplastiche sulla salute dei grandi animali marini, e lanciamo un allarme per un problema di portata mondiale” commenta la professoressa Maria Cristina Fossi dell’Università di Siena, una delle prime a studiare l’impatto degli inquinanti e delle sostanze tossiche contenute nella plastica sulla salute di balene e squali “Studiando i grandi animali, che si nutrono di plancton o di prede, e che accumulano grandi quantità di inquinanti attraverso la loro alimentazione, possiamo valutare la portata del problema sulla fauna marina. Sappiamo da anni che la microplastica nel mar Mediterraneo, che è un mare chiuso e densamente popolato, è ad un livello allarmante”

Precedenti studi di UNISI effettuati nel Mediterraneo hanno evidenziato la presenza di ftalati, composti nocivi della plastica, nel plancton e negli organismi plantofagi, sostanze che, metabolizzate, possono avere effetti tossici sui cetacei, interferendo anche con la riproduzione.

Adesso che l’attenzione internazionale è stata portata su questo tema, vogliamo approfondire gli effetti tossicologici, definendo anche quale è la soglia di inquinamento che crea un impatto importante sulla catena alimentare, e in ultima analisi sul pesce che anche noi uomini mangiamo” conclude la professoressa Fossi.

Data pubblicazione 27/02/2018
Fonte UNISI
Tag Blue growth , Scienze della vita