A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

Cervello, come nascono i neuroni dello “striato”

cattaneo2014_400Uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista “Nature Neuroscience” fa luce sul processo di formazione dei neuroni dello “striato”, una regione del cervello che degenera durante la Còrea di Huntington, malattia neurologica ereditaria tuttora senza cura. La ricerca è stata condotta dal gruppo di Elena Cattaneo (nella foto) dell’Università degli Studi di Milano, in collaborazione con l'Ospedale San Paolo di Milano, l’Istituto Scientifico San Raffaele, l’Università di Cambridge.

I ricercatori milanesi hanno scoperto che, nelle fasi precoci dello sviluppo del cervello, le cellule staminali che genereranno i neuroni striatali presentano un codice molecolare identificativo che poi transita verso un secondo codice molecolare acquisito dalle cellule mentre passano dalla zona proliferativa allo striato; un terzo codice identificativo, infine, viene acquisito nel momento in cui le cellule raggiungono il traguardo.

“Avviato con un finanziamento del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) – spiega Cattaneo – lo studio ha permesso di ottenere dati preliminari attorno ai quali abbiamo costruito un’idea di progetto europeo insieme a molti altri colleghi. Per la prima volta è stato possibile osservare queste tre fasi partendo da embrioni umani di 2 settimane fino a 22 settimane di vita fetale, materiale post-mortem prezioso messo a disposizione della ricerca universitaria nell’ambito di progetti valutati e approvati, con autorizzazioni da parte dei rispettivi comitati etici.”

“Ora possiamo aggiungere queste informazioni alle cellule staminali in vitro al fine di indurle a generare neuroni striatali il più possibile simili a quelli che abbiamo nel nostro cervello. Le cellule staminali sono una strada... La mia preoccupazione sta nel fatto che il nostro Paese sembra avere abdicato al dovere di investire in conoscenza in tutte le sue forme. Se pensiamo alla ricerca, non c’è più un singolo bando dedicato alla ricerca di base. E’ drammatico. Questi sono invece essenziali per costruire i primi passi di tante nuove linee di ricerca che possono domani risultare competitive nella sfida europea e mondiale dei bandi internazionali.”

Data pubblicazione 13/11/2014
Fonte Università degli Studi di Milano