A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

C’è una relazione tra povertà e malattie della tiroide?

C’è una relazione tra povertà e malattie della tiroide?

Uno studio dal titolo “Povertà, carenza di iodio e malattie della tiroide” associa il disagio sociale alla mancanza di prevenzione delle malattie tiroidee. Lo hanno realizzato Banco Farmaceutico e Osservatorio Donazione Farmaci, in collaborazione con l’Università degli Studi di Pavia e il contributo di IBSA Farmaceutici Italia.

Lo studio è basato su oltre 9.000 indigenti: dai risultati emerge che il 76,5% non usa sale iodato, indispensabile nella prevenzione delle malattie tiroidee, il 45,5% è sovrappeso, il 42,5% fumatore. Inoltre il 54,7% delle donne incinta in stato di povertà non assume acido folico o integratori multivitaminici durante la gravidanza.

La ricerca, la più ampia mai elaborata in Italia, è stata presentata durante un convegno realizzato con il patrocinio di Società Italiana di Endocrinologia, Associazione Italiana della Tiroide, Associazione Medici Endocrinologi, Comitato delle Associazioni dei Pazienti Endocrini.

L’OMS consiglia l’apporto quotidiano di almeno 150 μg di iodio per gli adulti e 250 μg in gravidanza e allattamento: il deficit di iodio causa aborti, parti prematuri, anomalie fetali, aumento della mortalità perinatale, danno delle funzioni mentali, gozzo fetale e cretinismo.

Data pubblicazione 12/06/2018
Fonte Banco Farmaceutico Fondazione Onlus
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