A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

Aumenta sempre più lo iodio nell’atmosfera

Aumenta sempre più lo iodio nell’atmosfera

Lo iodio nell’atmosfera sta aumentando repentinamente, a causa dell’aumento dell’ozono dovuto alle attività umane e del ritiro del ghiaccio marino artico. Ce lo dice uno studio condotto da un team internazionale di ricercatori, al quale hanno partecipato Andrea Spolaor dell’Istituto per la dinamica dei processi ambientali - IDPA-CNR, e Carlo Barbante direttore dell’Istituto CNR e professore all’Università Ca’ Foscari di Venezia.

L’indagine, pubblicata su Nature Communications, ha preso in considerazione le variazioni atmosferiche dello iodio dal 1760 a oggi, esaminando una carota di ghiaccio prelevata dalla penisola di Renland, ad est della Groenlandia.

Dall’analisi è emerso che le variazioni sono rimaste stabili fino alla metà del ventesimo secolo, triplicando negli ultimi cinquant’anni. L’aumento rilevato potrebbe avere effetti sull’aerosol ultrafine e sulla temperatura.

Grazie anche all’uso di modelli climatici che includono processi sia atmosferici sia chimici, si è compreso che l’aumento delle concentrazioni di ozono durante la cosiddetta ‘Great Acceleration’ (l’incremento dell’impatto umano sull’ambiente nel secondo dopoguerra) e la diminuzione del ghiaccio marino sono le cause principali dell’aumento di iodio atmosferico nella regione del nord Atlantico. L’aumento delle concentrazioni atmosferiche di questo elemento ha molteplici implicazioni dato che promuove la formazione dell’aerosol ultrafine ed è coinvolto nel ciclo dell’ozono, con un effetto diretto sul bilancio energetico terrestre” hanno spiegato Spolaor e Barbante.

Data pubblicazione 14/05/2018
Fonte UNIVE
Tag Scienze della vita