A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

Ambiente: serve una strategia internazionale per l’Oceano

Ambiente: serve una strategia internazionale per l’Oceano

Diventa ogni giorno più necessaria una strategia, a livello internazionale, che non perda di vista la protezione dell’ambiente nello sfruttamento delle risorse del mare profondo, insieme alla creazione di un’istituzione mondiale unitaria che stabilisca normative comuni per il monitoraggio di questi ecosistemi, in larga parte ancora sconosciuti. È quanto suggerisce lo studio “An ecosystem-based deep ocean strategy”, pubblicato sulla rivista scientifica Science.

Lo studio, realizzato da un team internazionale di scienziati, tra cui la ricercatrice dell’ENEA Emanuela Fanelli, nasce dalla constatazione dell’esistenza di un vuoto legislativo sul mare profondo e della mancanza di una istituzione unitaria che stabilisca criteri, indicatori e metodologie per il monitoraggio, a livello ecosistemico, degli ambienti profondi.

Attualmente, infatti, esistono solo istituzioni che si occupano di concessioni per l’estrazione di idrocarburi e minerali nelle aree fuori la giurisdizione nazionale (ISA - International Seabed Authority) e di pesca profonda a livello regionale (organismi FAO come la GFCM, General Fishery Commission for the Mediterranean).

L’oceano profondo, – ha dichiarato Emanuela Fanelli ricercatrice ENEAvale a dire al di sotto dei 200 metri di profondità, include il 95% del volume degli oceani e rappresenta il più ampio e meno conosciuto bioma della biosfera. Nuovi ecosistemi e nuove specie sono continuamente scoperti nelle profondità oceaniche, basti pensare che solo presso le sorgenti idrotermali profonde viene scoperta una nuova specie a settimana. In questi ambienti la maggior parte delle specie presentano lunghi tempi di turn-over, crescita molto lenta e tassi di recupero molto bassi, rendendo gli ecosistemi estremamente vulnerabili all’impatto antropico”.

Data pubblicazione 10/10/2017
Fonte ENEA
Tag Scienze della vita
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