A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

Lo scenario

Il panorama in cui ci muoviamo

La globalizzazione, l’uso diffuso delle tecnologie della comunicazione e dell’informazione, i cambiamenti nei contenuti e nell’organizzazione del lavoro, la forte interconnessione tra le economie e la velocità con cui si diffondono i cambiamenti hanno trasformato profondamente la fisionomia di diversi contesti sociali: il mondo del lavoro e delle imprese, l’istruzione e la cultura, la comunicazione e l’intrattenimento, il tempo libero. Più voci, a livello sia nazionale che internazionale, trovano accordo nel definire la società attuale come società della conoscenza fornendo una lettura del mondo contemporaneo in chiave cognitiva, affiancando il sapere al lavoro e al capitale come fattori di produzione e trasformandolo quindi nel nuovo volano dell’economia.
Lo scenarioLo scenario

Questo modello di società si sviluppa sul cosiddetto triangolo della conoscenza, composto da tre elementi essenziali:

  •  Istruzione 
  •  Innovazione
  •  Ricerca

 

La capacità di gestire, elaborare, trasformare e diffondere il sapere diviene l’elemento che caratterizza le diversità tra imprese, apparati sociali, regioni e paesi in quanto permette di sfruttare efficacemente e competitivamente un mercato globalizzato e proporre nuove tecniche, nuovi prodotti e servizi, nuovi bisogni. Scienza e tecnologia diventano fattori centrali di cambiamento e innovazione, in grado di modificare sia i processi di produzione che le abitudini di consumo.

Conoscere per migliorare la società

La ricerca ha un ruolo fondamentale nell’attuazione delle politiche di governo e costituisce uno dei più importanti elementi del processo di decisione politica. In ambiti quali la sanità, lo sviluppo sostenibile o la sicurezza industriale, energetica e dei prodotti alimentari, le decisioni e le scelte politiche devono basarsi su solide conoscenze scientifiche e indirizzare correttamente gli aspetti economici e sociali dei problemi trattati.

In questo scenario lo Stato è chiamato a promuovere “policy adeguate” e a fare “investimenti intelligenti”: contribuire allo sviluppo delle attività di ricerca e innovazione per rispondere alle esigenze socio-economiche e promuovere la crescita del paese nel più ampio contesto europeo. 

Considerare la ricerca in un panorama esteso, che al di là dei confini geografici coinvolge risorse, competenze e tecnologie diversificate, permette di ridurre le diseguaglianze tra paesi, trovare risposte alle esigenze espresse dalla società e fronteggiare le difficoltà connesse alla non linearità del processo innovativo e alla crescente integrazione tra discipline e aree del sapere fino a pochi anni fa separate. E’ questo il motivo per cui, anche sul tema della ricerca, il ruolo dell’Unione Europea nel delineare azioni sinergiche da parte di tutti gli Stati membri è diventato strategico: l’adozione di un orizzonte unitario, con obiettivi comuni e condivisi, è l’unico modo per rispondere alle sfide della globalizzazione e garantire un futuro economico realmente competitivo.
 
Lo Spazio Europeo della Ricerca

L'Europa vanta una lunga tradizione di eccellenza nei settori della ricerca e dell'innovazione (si pensi ad esempio alla ricerca medica e chimica per la parte scientifica o all’aereonautica, alla microelettronica e alle telecomunicazioni per la parte tecnologica), ma questa eccellenza è spesso frammentata. Le attività di ricerca, inoltre, non costituiscono un insieme organico e sono svolte soprattutto a livello nazionale con una bassa cooperazione tra paesi. Ci si trova di fronte a un potenziale enorme che deve essere tutelato, rafforzato e pienamente sfruttato.

Proprio con l’obiettivo di dare un nuovo impulso alla ricerca, l’Unione sta promuovendo azioni specifiche per la creazione di uno Spazio Europeo della Ricerca (European Research Area - ERA) a cui tutti i Paesi membri, tra cui l’Italia, sono chiamati a contribuire. L’obiettivo è istituire un'area senza frontiere nella quale le risorse e le conoscenze siano condivise e utilizzate al meglio con l’obiettivo di incrementare l'occupazione e la competitività dell’Europa. Spazio Europeo della RicercaSpazio Europeo della Ricerca

Lo Spazio Europeo della Ricerca promuove tre concetti:

  • La creazione di un mercato interno della ricerca basato sulla libera circolazione dei ricercatori e delle tecnologie che favorisca la nascita, il rafforzamento e il collegamento di aree e centri di eccellenza capaci di attrarre le migliori risorse.
  • Un  maggiore coordinamento delle attività e delle politiche di ricerca (con particolare attenzione alle grandi infrastrutture) e il sostegno verso iniziative che permettano di evitare l’isolamento dei programmi nazionali e rafforzare la cooperazione scientifica e tecnologica.
  • Lo sviluppo di una politica europea che non si limiti solo al finanziamento di attività di ricerca (come avviene ad esempio attraverso i Programmi Quadro), ma che comprenda anche tutti gli aspetti delle altre politiche nazionali ed europee direttamente o indirettamente legate al settore della ricerca (anche favorendo un maggiore dinamismo dell’investimento privato nel settore e ampliando il ruolo delle diverse aree regionali).


Verso una maggiore cooperazione

Rafforzare la coesione, adottare policy condivise e coordinare le attività per razionalizzare gli sforzi e massimizzare i risultati, questa la sfida posta a livello europeo. L’obiettivo è accrescere la mobilità delle conoscenze e dei lavoratori e intensificare la cooperazione multilaterale tra le organizzazioni che fanno ricerca indipendentemente dalla loro collocazione geografica e dalla loro natura giuridica. In altre parole incrementare la competitività europea, integrare competenze e attività di paesi diversi per raggiungere la necessaria massa critica nei grandi settori sui quali si concentra la ricerca di nuove conoscenze, similmente a ciò che già esiste tra le istituzioni in Nord-America e in Giappone. Un obiettivo ambizioso che può essere raggiunto solo mediante un impegno progressivo che vede:

  • L’adozione di misure di breve, medio e lungo periodo.
  • L’identificazione dei ruoli attribuiti al settore pubblico e privato.
  • La suddivisione dei compiti e delle responsabilità secondo il principio di sussidiarietà ovvero facendo in modo che le azioni siano intraprese al livello (regionale, nazionale, europeo, internazionale) che ne garantisce la massima efficacia e combinando mezzi e strumenti.

Per maggiori informazioni sullo Spazio Europeo della Ricerca leggi la Comunicazione "Verso uno spazio Europeo della Ricerca" (2000) o consulta la sezione Documenti di ResearchItaly.