A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

La ricerca per un’energia pulita e sostenibile. Intervista a Federico Testa, Presidente dell’ENEA

La ricerca per un’energia pulita e sostenibile. Intervista a Federico Testa, Presidente dell’ENEA

Qual è il ruolo della ricerca e della formazione in un mondo che cambia? E come affrontare le più attuali sfide in campo energetico e ambientale? Risponde il Presidente dell’ENEA, Federico Testa, incontrato a margine della presentazione della sesta edizione del Premio Hausmann & Co - Patek Philippe.  

L’ENEA è quest’anno destinataria di un premio e un contributo da parte dei marchi di orologi Hausmann & Co - Patek Philippe…

Noi siamo molto contenti di partecipare a questa iniziativa, perché è il segnale che finalmente nel nostro Paese sta passando il messaggio che la ricerca è strategica per il futuro del nostro Paese, ed è strategica, a maggior ragione, per le giovani generazioni.

In che cosa consiste l’iniziativa? 

Da un lato ci sono i premi ai ricercatori, dall’altro c’è un contributo per valorizzare e sviluppare una struttura che noi intendiamo mettere nel nostro centro di ricerca appena fuori Roma, a Casaccia, per offrire la possibilità agli studenti e alle scuole di capire un po’ meglio le nuove energie. Oltreché avere a disposizione una struttura che poi può fare formazione anche per l’università. Perché siamo convinti che solo attraverso il trasferimento delle conoscenze si possa riuscire davvero a cambiare la mentalità e andare verso un mondo nuovo.

L’energia è un settore di ricerca e innovazione con un forte impatto sociale. Quali sono i filoni principali su cui lavora l’ENEA? 

Noi lavoriamo molto sulle rinnovabili tradizionali, che abbiamo visto svilupparsi di più in questi anni. Ma poi, per esempio, c’è il solare a concentrazione, che è un brevetto ENEA a cui siamo molto interessati, perché ha la possibilità di stoccare l’energia e quindi di risolvere uno dei principali problemi delle fonti rinnovabili, che sono discontinue e non programmabili. E poi naturalmente c’è la frontiera della fusione nucleare, quindi dei grandi impianti di produzione di energia ma puliti, che non producono conseguenze sull’ambiente, né dal punto di vista delle scorie né dal punto di vista della produzione di inquinanti di altro genere. 

Su quale terreno è più urgente rispondere in modo sostenibile alla sfida energetica? 

Ci sono temi sui quali dobbiamo riuscire a trovare la strada per rendere maggiormente sostenibili alcune tecnologie che in questo momento qualche problema lo creano. Penso alle biomasse, o anche al biogas e ai biocarburanti, dove il tema vero è riuscire ad avere tecnologie che non siano in competizione con la filiera alimentare da un lato, e che dall’altro lato consentano un utilizzo che poi non produce conseguenze sull’ambiente.

 

Data pubblicazione 22/06/2018
Tag Energia