A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

In vacanza senza rischio di infezioni. Intervista ad Angela Santoni

In vacanza senza rischio di infezioni. Intervista ad Angela Santoni

Angela Santoni è Direttore Scientifico dell’Istituto Pasteur Italia, che da oltre 50 anni promuove la ricerca biomedica per la comprensione e la cura di numerose patologie, tra cui le malattie infettive. In occasione delle vacanze estive, con migliaia di italiani in viaggio verso Paesi esteri, abbiamo chiesto alla professoressa alcuni consigli per tenere lontano il rischio di infezioni e virus.

È in crescita il numero di italiani che sceglie una meta lontana in cui trascorrere le vacanze estive. Quali sono insidie e le raccomandazioni per un viaggio in un luogo esotico?

Il principale rischio di viaggiare in alcune aree del mondo come Africa, Asia o America è rappresentato dalla possibilità di imbattersi in agenti patogeni che potrebbero essere causa di malattie infettive, contro cui il nostro sistema immunitario è del tutto impreparato. Per questo è importante conoscere le caratteristiche del Paese ospitante prima di mettersi in viaggio, rivolgendosi al proprio medico o alle strutture sanitarie preposte per avere un piano di vaccinazione “ad hoc”, che tenga conto della destinazione e del proprio trascorso vaccinale. Ad esempio alcune vaccinazioni obbligatorie potrebbero necessitare di un richiamo, oppure potrebbe essere opportuno sottoporsi ad alcuni vaccini specifici, come quelli per l’epatite A, il colera, la febbre gialla e la febbre tifoide.

Importanti vettori di infezione sono il cibo e le bevande. Quali rischi possono nascondersi dietro gli alimenti?

Le condizioni igienico sanitarie di alcuni Paesi del mondo possono far sì che l’acqua e il cibo si trasformino in un veicolo di importanti infezioni. L’epatite A, ad esempio, è un’infezione virale che si trasmette di frequente attraverso i frutti di mare non adeguatamente cotti e può compromettere seriamente le funzioni epatiche. Altro esempio è la febbre tifoide, causata dal batterio Salmonella Typhi, che si trasmette tramite cibi e bevande infetti in molti Paesi dell’Africa settentrionale e dell’Asia meridionale. Contro queste due malattie esiste oggi un vaccino che può essere somministrato anche in forma combinata. Tuttavia un’adeguata prevenzione passa anche attraverso l’attenzione all’igiene personale e l’abitudine a lavarsi le mani prima di venire a contatto con il cibo.

Quali pericoli si celano nel mangiare pesce, specie se poco cotto o non opportunamente “abbattuto”?

Molte varietà di pesce - come alici, sardine, totani, nasello o sgombro - possono contenere parassiti del genere Anisakis, che sono vermi nematodi contro i quali non esiste un vaccino. Le larve di questo parassita intestinale non sopravvivono se il pesce è abbattuto a -20°C o se è cotto a temperature superiori a +50°C. Molti Paesi del mondo, tra cui l’Italia, hanno regole stringenti in proposito, tuttavia, molti altri luoghi hanno norme poco chiare o assenti. In questi casi è opportuno rinunciare al pesce crudo e assicurarsi di consumarlo sempre ben cotto.

Un importante vettore di virus e infezioni sono anche le zanzare. Come difendersi?

La zanzare possono essere veicolo di numerose malattie, contro le quali non sempre è disponibile un vaccino. È il caso della malaria, che è trasmessa da zanzare notturne del genere Anopheles, contro cui è possibile sottoporsi a una profilassi farmacologica preventiva se si viaggia in aree del mondo a rischio. Importanti infezioni sono anche trasmesse da zanzare diurne del genere Aedes, che sono responsabili della trasmissione dei virus dengue, Zika, Chikungunya e della febbre gialla. Nel caso della febbre gialla esiste un vaccino molto efficace basato su un virus attenuato, mentre negli altri casi, data l’assenza di un vaccino, la principale misura di prevenzione consiste nel proteggersi dalle punture delle zanzare attraverso abbigliamenti idonei e repellenti cutanei.

Anche alle nostre latitudini le zanzare possono essere veicolo di infezioni?

Nell’ultimo ventennio si è registrata in Italia la presenza ormai stabile della zanzare tigre, Aedes albopictus, che può favorire la trasmissione di virus a partire dal sangue di viaggiatori provenienti da aree endemiche. È quanto avvenuto con il virus Chikungunya, che nel 2017 ha fatto registrare un’epidemia in Calabria e in Lazio, con oltre 500 casi di persone colpite da sintomi influenzali aggravati da eruzioni cutanee e dolori articolari, che in alcuni casi sono durati anche per mesi.

Data pubblicazione 12/07/2018
Tag Salute , Scienze della vita