A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

Dall’analfabetismo alla scuola di massa, grazie alla scienza. Intervista a Piero Angela

Dall’analfabetismo alla scuola di massa, grazie alla scienza. Intervista a Piero Angela

Volto amato della televisione e del giornalismo italiano, da quasi cinquant’anni Piero Angela promuove lo spirito critico e l’educazione scientifica, divulgando sul grande schermo i risultati della ricerca e l’impatto della tecnologia. Noi lo abbiamo incontrato al Senato, durante un evento in ricordo dell’astrofisico Nanni Bignami, e gli abbiamo rivolto qualche domanda.

Il sapere scientifico svolge un ruolo sociale importante, eppure c’è chi dubita della sua utilità. Perché dobbiamo fidarci della scienza? 

Perché la scienza, come ha detto qualcuno, è la forma più alta di buon senso. La scienza deve sempre dimostrare quello che afferma, contrariamente a quello che avviene in giro. Quindi, gli scienziati sono persone serie. 

Ma, soprattutto, la scienza è la madre della tecnologia, perché dalle conoscenze derivano tante applicazioni. E queste applicazioni stanno cambiando rapidamente il mondo. 

Alle volte si dice, e si pensa, che sia la politica a creare ricchezza. La politica non ha mai creato ricchezza nel corso della storia dell’umanità. Per secoli e millenni, la gran parte delle persone è rimasta analfabeta, povera, malata, con vita breve.

Tutto questo cambia quando la tecnologia, figlia delle conoscenze, comincia a far girare una ruota, entra nei campi, e da lì c’è una moltiplicazione dei pani e dei pesci. Improvvisamente i contadini, dal 70% che erano, per esempio, in Italia nel 1860, passano al 4% di oggi, negli Stati Uniti all’1%. 

Dunque, l’automazione, in quest’ultimo secolo ha creato la ricchezza che ha permesso di andare a scuola, di curarsi, di avere un reddito, di fare cultura. Ecco la grande rivoluzione: dall’analfabetismo di massa alla scuola di massa.

Qual è oggi la principale sfida che la scienza e la tecnologia ci pongono?

Oggi c’è una nuova rivoluzione, quella digitale, che sta portando opportunità straordinarie, ma anche problemi immensi. In un mondo che è molto cambiato, alcuni vivono in questo secolo, altri - culturalmente - in altri secoli. 

Quindi è necessario, specialmente nella scuola e nelle università, informare i giovani sul mondo nuovo in cui entreranno. E far capire loro che è tutto diverso. Noi in Italia siamo un po’ seduti, direi anche altrove, ma dobbiamo capire questo nuovo mondo che avanza, e che porterà tanti problemi, lo si è detto spesso, anche di occupazione. 

La corsa contro la macchina, come l’ha chiamata qualcuno, deve essere guidata e non subita. E quindi la cultura, l’informazione, la scuola, la televisione e tante iniziative che diano informazioni anche fuori dalla scuola sono oggi indispensabili per affrontare questo nuovo mondo in modo serio. 

A proposito di informazione, quali sono gli ingredienti essenziali per raccontare la ricerca scientifica in modo corretto, efficace e anche coinvolgente? 

Io dico sempre che la formula è molto semplice: dalla parte degli scienziati per i contenuti, dalla parte del pubblico per il linguaggio. 

Oggi però è necessario, non solo per la scienza ma anche per la società, fare in modo che siano dei valori a guidare questo processo. Perché non basta sapere delle cose, o creare delle macchine, dei sistemi efficientissimi, se dietro non ci sono dei valori che sappiano orientare questo progresso. Una sfida molto difficile, in particolare per il nostro Paese, che su questo terreno è ancora carente.  

Un’ultima curiosità. Lei è un maestro della divulgazione, grande esperto di scienza, ma anche un amante di musica e un valido pianista. C’è qualcosa che accomuna queste sue due passioni all’apparenza distanti? 

Beh la creatività: il piacere di scoprire da un lato, di creare dall’altro. In fondo, musica e scienza e  ricerca, hanno molte cose in comune nelle persone che le praticano. Perché anche nella scienza si inventa, si scopre, si crea. 

Tra l’altro posso preannunciarle che sto realizzando un programma in cinque puntate che s’intitola Quark Musica, in cui si parlerà degli strumenti musicali con grandi solisti che mostreranno come funziona il loro strumento, e suoneranno anche. E io li accompagnerò, sia per il classico che per il jazz. 

Data pubblicazione 08/02/2018