A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

Come è profondo il mare. Una discesa in batiscafo nei “cold seeps”

Come è profondo il mare. Una discesa in batiscafo nei “cold seeps”

Maria Cristina Gambi è ecologa marina presso la Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli.

Non capita spesso di avere l’opportunità di scendere con un batiscafo nelle profondità marine. Se ciò avviene con l’icona dell’esplorazione oceanica profonda, il batiscafo Alvin, l’esperienza è senz’altro di quelle da raccontare ai nipoti! Nel 2010, in qualità di biologa marina, ho avuto il privilegio di partecipare a una discesa a 600 metri di profondità al largo delle coste dell’Oregon, negli Stati Uniti. Questa esperienza mi ha permesso di contribuire a migliorare la conoscenza scientifica del più vasto sistema oceanico a emissione di gas freddi, regalandomi allo stesso tempo sensazioni intense, che rimarranno per sempre impresse nel mio cuore.

Nel luglio 2010 ho partecipato a una spedizione sui cold seeps degli Hydrate Ridge, un sistema di emissione di gas freddi posto 80 miglia al largo delle coste dell’Oregon, negli Stati Uniti, in qualità di specialista di policheti, un gruppo di vermi marini dal corpo cilindrico e segmentato. La mia esperienza è iniziata a bordo della nave oceanografica Atlantis e si è conclusa con una discesa mozzafiato a 600 metri di profondità a bordo del batiscafo Alvin.

L’obiettivo della nostra spedizione era quello di studiare i microrganismi e gli invertebrati che popolano i fondali di quelle aree, in cui giacciono rocce biogeniche formate dalla stratificazione dei resti di organismi viventi. In questo ambiente, i policheti rappresentano uno dei gruppi dominanti di organismi e l’enorme disponibilità di nutrienti genera vere e proprie oasi di vita, caratterizzate da livelli molto elevati di biodiversità rispetto ai comuni fondali fangosi oceanici.
L’emissione di gas freddi, definiti cold seeps, in associazione alla presenza di particolari composti semisolidi in cui le molecole di metano sono racchiuse in una sorta di “lattice”- gli idrati – danno, infatti, vita ad aree di enorme apporto di nutrienti per lo sviluppo di ecosistemi complessi.

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La nostra immersione con il batiscafo Alvin era programmata secondo procedure ferree, tali da consentire al pilota del batiscafo e ai due osservatori di ottimizzare i tempi e riportare così in superficie quanti più campioni possibili. La durata totale della discesa era fissata in circa 8-9 ore, durante le quali siamo rimasti seduti in tre in uno spazio poco più grande della parte anteriore di un’automobile, a una temperatura di circa 8 °C, a osservare l’oceano che scorreva attorno a noi attraverso i piccoli oblò.
Il prelievo di rocce e sedimenti e la posa di set sperimentali per lo studio della colonizzazione dei substrati erano eseguite dai bracci meccanici del batiscafo che il pilota manovrava con disinvoltura, mentre l’ambiente e gli organismi che “sfilavano” di fronte ai nostri occhi erano davvero unici. Quelli più numerosi e affascinanti erano i grandi coralli molli Anthomastus, i bivalvi del genere Calyptogena, i gasteropodi Neptunea e Provanna, i ricci Allocentrotus e, ovunque, spessi strati di batteri mangiatori di metano o di zolfo dai colori sgargianti: quali, ad esempio, il genere Beggiatoa.

L’intensa attività scientifica e la nostra emozione hanno fatto sì che il tempo scorresse fin troppo rapidamente fino al momento della risalita. Il nostro batiscafo cominciò così la sua rotta verso la superficie, dove l’accoglienza e la curiosità dei colleghi ha prolungato ancor di più le nostre intense sensazioni.
Quella a cui ho partecipato è stata la penultima campagna di Alvin: nel novembre del 2010 il batiscafo è stato dismesso e si sta ultimando un nuovo modello che potrà scendere fino a 6.000 metri di profondità. Aver avuto questa opportunità è stato per me un grande privilegio e ritengo di aver contribuito alla conoscenza del più vasto sistema di cold seeps di metano conosciuto al mondo. Le meravigliose immagini delle profondità marine e le intense emozioni che ho vissuto rimarranno per sempre impresse nei miei occhi…e nel mio cuore.

Data pubblicazione 19/02/2014
Organizzazioni SZN