A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

Che ne sarà dei nostri ghiacciai? Intervista a Francesco Ficetola, vincitore di un grant ERC

Che ne sarà dei nostri ghiacciai? Intervista a Francesco Ficetola, vincitore di un grant ERC

Dei 33 vincitori italiani di un Consolidator Grant del Consiglio Europeo della Ricerca nel 2017, Francesco Ficetola dell’Università di Milano è l’unico ad aver ottenuto questo finanziamento nell’ambito delle Scienze della vita.

Le sue ricerche si concentreranno nei prossimi 5 anni sui ghiacciai e sulle conseguenze del loro ritiro: un terreno di studio di forte impatto per la società, che l’Europa ha deciso di finanziare con quasi 2 milioni di euro.

Dottor Ficetola, in cosa consiste nel dettaglio il suo progetto di ricerca?

Il riscaldamento globale sta causando un progressivo scioglimento dei ghiacciai e il loro ritiro sta liberando delle ampie zone di territorio, in cui comincia a svilupparsi la vita. Il mio lavoro consiste nel capire come avviene questa colonizzazione da parte di batteri, piante e animali, e la dinamica ambientale che porta a ricreare degli ecosistemi pieni di biodiversità dove prima non c’era nulla. Come osservato anche nelle nostre Alpi, infatti, dal momento che un ghiacciaio si ritira, questo lascia dietro di sé solo ghiaia e rocce, che cominciano progressivamente a popolarsi di forme di vita fino a ospitare, nell’arco di un secolo o un secolo e mezzo, anche foreste con abeti alti 20 metri.

In che modo studierete lo sviluppo di queste forme di vita?

Lo studieremo con una tecnica molto innovativa, basata sull’analisi del DNA ambientale. Tradizionalmente, lo studio degli organismi che vivono in queste aree è stato effettuato attraverso lo studio delle singole specie viventi, che richiede anche anni di ricerche per ogni singolo ghiacciaio. Attraverso la tecnica del Dna ambientale, invece, si vanno a prelevare campioni di suolo e si analizzano le tracce di Dna presenti al suo interno, che appartengono a tutte le specie animali e vegetali che sono venute a contatto con quel terreno. Questo ci permetterà di studiare numerosi ghiacciai di tutto il mondo, dalle Ande fino alle montagne asiatiche, coprendo l’intero arco alpino con l‘analisi biologica di circa 20 ghiacciai.

Perché è così importante conoscere le dinamiche biologiche di questi terreni?

Questa progetto di ricerca potrebbe avere un importante impatto per la società, oltre che per la scienza. Le aree deglaciate nel futuro diventeranno molto ampie e aumenteranno i rischi geologici, dato che un ghiacciaio che si ritira lascia dietro di sé dei sedimenti incoerenti. Il fatto che possa crescere della vegetazione in queste zone incide moltissimo sul rischio di frane e inondazioni. Inoltre la vita umana è strettamente legata alla dinamica dei ghiacciai e al loro scioglimento: i più grandi fiumi asiatici, ad esempio, dipendono dai ghiacciai dell’Himalaya e forniscono acqua a oltre un miliardo di persone. Infine questo progetto potrebbe avere un impatto rilevante sul piano ambientale, poiché la crescita della vegetazione nelle aree lasciate libere dai ghiacciai potrebbe aiutare a contrastare il riscaldamento globale, favorendo l’immagazzinamento di anidride carbonica nel terreno.

La sua vittoria di un ERC arriva a breve distanza dal suo rientro in Italia. Un buon esempio di rientro di cervelli…

Ho lavorato come ricercatore per il Centre National de la Recherche Scientifique francese e, lo scorso anno, ho fatto rientro in Italia vincendo un concorso bandito dall’Università di Milano. Ho scelto proprio Milano come sede del mio progetto di studio innanzitutto perché qui sono presenti colleghi molto validi con cui posso formare un buon team di ricerca. Inoltre, questo Ateneo sta adottando la politica molto lungimirante di sostenere i propri ricercatori a proporre progetti al Consiglio Europeo della Ricerca. E forse non è un caso che nel 2017 l’Università di Milano sia stata l’unica Università in Italia a ottenere due di questi prestigiosi grant…

Data pubblicazione 16/01/2018
Tag Scienze della vita