A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF)

Mission

L’INAF, principale ente di ricerca italiano per lo studio dell’universo, promuove, realizza e coordina, anche nell'ambito di programmi comunitari e internazionali, attività di ricerca nei campi dell’astronomia e dell’astrofisica, collaborando con università e soggetti pubblici e privati, a livello sia nazionale che internazionale. L’Istituto progetta e sviluppa tecnologie innovative e strumentazioni d’avanguardia per lo studio e l’esplorazione del cosmo e favorisce la diffusione della cultura scientifica grazie a progetti di didattica e divulgazione dell’astronomia rivolti alla scuola e, più in generale, alla società.

Attività

La ricerca astrofisica italiana ha conquistato, negli ultimi 15 anni, un ruolo di punta, nell'ambito sia dei progetti da terra che dei progetti spaziali, raggiungendo risultati importanti e guidando nuovi e grandi esperimenti che daranno i loro frutti negli anni a venire.

In questo contesto è cruciale l’apporto dell’INAF, i cui ricercatori hanno conseguito risultati eccellenti nei diversi campi della ricerca astronomica e astrofisica avvalendosi di strumenti diversi tecnologicamente all’avanguardia.

strumenti inafstrumenti inaf
Ne è un esempio il satellite tutto italiano AGILE (Astrorivelatore Gamma ad Immagini LEggero) le cui attività sono seguite da un team guidato da un ricercatore italiano dell’INAF. AGILE è uno strumento strategico che, anche quest’anno, ha consentito importanti scoperte relative alle alte energie dell’universo e allo studio dei buchi neri (Cygnus X3), guadagnandosi nel 2012 il prestigioso premio internazionale “Bruno Rossi”. Tra i suoi risultati la scoperta che la nostra atmosfera, in alcune condizioni (super-temporali tropicali), può produrre fenomeni come i lampi gamma terrestri ovvero “fulmini” di una tale energia da rendere insufficiente la gabbia di Faraday che protegge gli aerei dai lampi di un normale temporale. AGILE è quindi uno strumento sofisticato, destinato allo studio dell’universo e utilizzato per ricerche i cui risultati permettono una migliore tutela del nostro pianeta.

Gli spettrometri  VIMS (Visual and Infrared Mapping Spectrometer),  VIRTIS (Visible and Infrared Thermal Imaging Spectrometer)  e VIR (Visual and InfraRed Spectrometer)  sono altri tre importanti strumenti sviluppati e realizzati dall’INAF:

  • VIMS opera sulla sonda Cassini che, dal 2004, sta aprendo alla conoscenza umana il sistema di Saturno e delle sue lune.
  • VIRTIS è impegnato sulla sonda Venus Express dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) per lo studio del pianeta Venere e del suo effetto serra, la cui comprensione è fondamentale per capire come i cambiamenti climatici e un comportamento non attento alla tutela del pianeta potrebbero innescare effetti irreparabili.
  • VIR è a bordo della sonda  Dawn della NASA (National Aeronautics and Space Administration) impegnata in una missione di studio degli asteroidi Vesta e Cerere, l’alba del nostro sistema solare.

Un altro rilevante strumento costruito da un team di ricercatori coordinati dall’INAF è LFI (Low Frequency Instrument) che ha permesso  al satellite dell’ESA Planck  di realizzare la migliore mappa della radiazione di fondo dell’universo, emessa 13.7 miliardi di anni fa. Un evento unico che apre la strada a una maggiore comprensione di come l’universo si sia formato e stia evolvendo.

Tra le collaborazioni internazionali che l’INAF può vantare una delle più importanti è quella per il telescopio LBT (Large Binocular Telescope), il più grande del suo genere e tra i più avanzati al mondo. Grazie alle nuove ottiche adattive, sviluppate dai ricercatori dell’Osservatorio di Arcetri dell’INAF, LBT è stato in grado  di superare, per  livello di dettaglio delle immagini catturate, il telescopio spaziale Hubble, pietra miliare dell’osservazione dell’universo, fino a ieri considerato insuperabile, soprattutto da un telescopio a terra.

L’INAF, oltre a operare su dati provenienti dai propri strumenti, lavora anche su dati  di strumenti altrui, come i telescopi dell’ESO (Osservatorio Europeo Australe), organizzazione europea di cui l’Italia è paese membro.  Grazie a questi telescopi i  ricercatori dell’INAF hanno scoperto che Mercurio ha avuto un’attività vulcanica recente e che le galassie crescono non solo fondendosi tra loro ma anche ingurgitando idrogeno. Numerosi sono quindi gli studi e le scoperte dell’Istituto: dalle supernovae ai pulsar, dai buchi neri ai lampi gamma, fino ad arrivare a quelle sui pianeti extrasolari e sull’evoluzione dell’universo.

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L’INAF è uno dei principali protagonisti dell’astronomia europea: all’Osservatorio di Paranal in Cile è stato recentemente inaugurato il più avanzato telescopio a grande campo, il VST (VLT Survey Telescope), ideato e realizzato all’Osservatorio di Capodimonte dell’INAF. Per il tramite dell’INAF, l’Italia, oltre ad essere tra i principali promotori e sostenitori di quello che sarà il più grande telescopio ottico al mondo (chiamato E-ELT - European Extremely Large Telescope), svolge un ruolo chiave anche nel campo della radioastronomia:  alle antenne di Medicina e Noto si è aggiunto il Sardinia Radio Telescope, il più grande radiotelescopio europeo con la sua parabola di 64 metri di diametro. Un altro gioiello tecnologico che dimostra l’alto livello scientifico e tecnologico raggiunto dal nostro paese, tale da rendere l’INAF uno dei partner fondamentali per il più grande progetto di radioastronomia mai ipotizzato, è SKA (Square Kilometer Array): poco meno di 3.000 antenne distribuite tra il Sud Africa e l’Australia.
Di rilevanza, infine, la ricerca dei pianeti extra sistema solare: al telescopio nazionale Galileo è entrato in funzione HARPS-N (High Accuracy Radial velocity Planet Searcher for the Northern emisphere), il cugino del più famoso HARPS dell’ESO, nato però con un vantaggio scientifico: potrà fare coppia con Kepler, il satellite cacciatore di pianeti della NASA, guardando la stessa parte di cielo (ovvero l’emisfero Nord e in particolare la costellazione del Cigno).

Elenco articolazioni
OSS-SPAZIO-ROMA - Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali di Roma
IST-ASTROBO - Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica cosmica di Bologna
IST-MILANO - Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica cosmica di Milano
INAF-PALERMO - Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica cosmica di Palermo
IST-RADIO - Istituto di Radioastronomia
OSS-ARCETRI - Osservatorio astrofisico di Arcetri
OSS-CATANIA - Osservatorio astrofisico di Catania
OSS-TORINO - Osservatorio astrofisico di Torino
OSS-BOLOGNA - Osservatorio astronomico di Bologna
OSS-BRERA - Osservatorio astronomico di Brera
OSS-CAGLIARI - Osservatorio astronomico di Cagliari
OSS-CAPODIMONTE - Osservatorio astronomico di Capodimonte
OSS-PADOVA - Osservatorio astronomico di Padova
OSS-PALERMO - Osservatorio astronomico di Palermo
OSS-ROMA - Osservatorio astronomico di Roma
OSS-TERAMO - Osservatorio astronomico di Teramo
OSS-TRIESTE - Osservatorio astronomico di Trieste
Data pubblicazione 06/03/2013