A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

Comunicare

Condividere la ricerca

La partecipazione a congressi e la pubblicazione di paper e articoli scientifici rappresentano, in ambito accademico, il canale più utilizzato per la diffusione dei risultati di una ricerca. Un circolo virtuoso che permette di aumentare le conoscenze su un determinato argomento, promuovere nuove e più profonde analisi e contribuire all’avvio di ulteriori studi.

Il passaggio dai risultati di una ricerca alla loro diffusione attraverso la pubblicazione di un articolo è costituito, principalmente, da due tappe importanti:

ComunicareComunicare

  • la scelta, da parte dell’autore, dell’editore a cui quale inviare il proprio contributo. Il livello di prestigio riconosciuto a una pubblicazione e l’analisi del suo Impact Factor (IF), valore che determina la frequenza con cui gli articoli pubblicati sono citati durante l'arco di un anno, rappresentano i parametri più utilizzati e diffusi. L'IF inoltre è anche uno dei metodi adottati per quantificare il livello della produzione scientifica: la normativa italiana (DM del 28 luglio 2009, art. 3 comma 4), ad esempio, lo considera come uno dei parametri per la valutazione dei titoli presentati nei concorsi di ambito scientifico e accademico;
  • la revisione dell’articolo da parte di esperti (di solito due o tre) nel settore scientifico trattato dall'autore. Questo meccanismo, detto di “peer review”, mira a stabilire quali lavori posseggano i requisiti necessari per essere pubblicati e garantisce che i contributi accettati siano corretti, completi, originali e rilevanti, assicurandone quindi la massima qualità scientifica.

Questi passaggi possono provocare ritardi nella pubblicazione e, per evitare che alcuni lavori possano risultare “datati”, la versione elettronica dei testi spesso compare nel sito della rivista o dell’editore, con notevole anticipo rispetto alla sua disponibilità nella versione a stampa. Un altro meccanismo molto usato è la pubblicazione in Internet della bozza sottomessa all’editore (pre-print), rendendola disponibile su uno degli archivi disciplinari realizzati allo scopo e, in genere, molto utilizzati dalla comunità scientifica. La diffusione di Internet ha quindi modificato, e in alcuni casi potenziato, la comunicazione scientifica aprendo nuove frontiere e incoraggiando nuovi modi di veicolare le conoscenze acquisite, le analisi effettuate e gli orizzonti che si aprono su determinati settori di ricerca.

Open Access e Open Data

La rete fornisce ai ricercatori la possibilità di rendere pubblici i risultati del proprio lavoro a chiunque, in qualsiasi momento e al di là di qualsiasi confine spazio-temporale. Con il termine Open Access si indica, infatti, l’accesso libero, immediato e senza restrizioni ai risultati e ai dati della ricerca. Benché con l’accesso aperto sia possibile leggere, scaricare, distribuire, stampare o effettuare link ai testi completi delle opere, indicizzarli o utilizzarli, i ricercatori mantengono sempre i diritti d’autore e la proprietà intellettuale sul manoscritto. L'accesso aperto è compatibile con il processo di peer reviewing e viene attuato secondo due strategie:

  • Green road: auto-archiviazione delle pubblicazioni scientifiche in archivi aperti o sulla home page dell’autore in accordo con le politiche di copyright dell’editore.
  • Gold road: pubblicazione del materiale scientifico su specifiche riviste ad accesso aperto.

Questa modalità di pubblicazione dei risultati scientifici è ormai molto diffusa e utilizzata, oltre ad essere fortemente sostenuta dall’Unione Europea (UE) la quale:

  • nel dicembre 2009 ha finanziato il progetto OpenAIRE (Open Access Infrastructure for Research in Europe) con l’obiettivo di assicurare che i risultati delle ricerche finanziate dal Settimo Programma Quadro (7PQ) vengano diffusi nel modo più ampio ed efficace possibile;
  • più recentemente, anche nell’ottima di aumentare l’impegno per la realizzazione dello Spazio europeo della ricerca, ha confermato l’importanza dell’accesso alla conoscenza, all’informazione e ai dati della ricerca nelle nuove misure di Horizon 2020 il programma quadro della nuova strategia europea (Europa 2020) per il finanziamento della ricerca e dell’innovazione per il periodo 2014-2020.Open dataOpen data

Uno dei pilastri della strategia digitale europea sono gli Open Data ossia l’accesso aperto a tutte le informazioni prodotte o raccolte in attività finanziate con fondi pubblici, salvi casi specifici di riservatezza. I dati della ricerca scientifica europea, accanto a quelli gestiti dalle amministrazioni pubbliche, rappresentano un patrimonio prezioso per la crescita e l’innovazione. Questo il motivo per cui l’UE ha stabilito che, entro il 2016, più della metà dei risultati scientifici di ricerche finanziate con fondi pubblici europei dovranno essere diffusi in formato “aperto”, cioè, dovranno essere accessibili e riutilizzabili da tutti, senza restrizioni di copyright, brevetti o altre forme di controllo. La Commissione, infine, ha invitato gli Stati membri ad adottare un approccio simile nei confronti dei risultati della ricerca finanziata con i programmi nazionali.